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I peliminari

I preliminari per la costruzione del Teatro

Il Teatro Sociale nasce quindi in un preciso momento storico per la Lombardia che da tempo ha mutato, come abbiamo visto, le sue condizioni economiche, le quali hanno favorito anche lo sviluppo di occasioni culturali e di svago mediante la costruzione di appositi edifìci. Il teatro, come si sa, diventa una presenza rilevante e qualificante per Soresina, ne caratterizza il tessuto urbanistico e diventa elemento attivo della vita cittadina. È con il 1837 che alcuni personaggi benestanti danno avvio concreto all'idea di costruire il Teatro Sociale con l'acquisto di un edifìcio ('casa da massaro" come è riportato sulle tavole dell'Estimo di Soresina) e del relativo terreno. Il nucleo costituente e promotore dell'iniziativa è formato da "Caramati Ing.e Benedetto, Rizzini Giuseppe, Vertua Nicola, Molteni Giacomo, Cogrossi Giuseppe e Landriani Aw.to Angelo rappresentanti l'Amministrazione della Società da formarsi per la costruzioe del Teatro in Soresina.
I soci fondatori e i condomini acquirenti dei palchi , appartengono principalmente al ceto borghese legato all'industria della manifattura, che come sappiamo è assai fiorente in quegli anni, e alla borghesia delle professioni da tempo insofferente alla Restaurazione e ai privilegi dei nobili e della chiesa. L'ingegnere Benedetto Caramati aderì nel 1831 alla Giovine Italia - insieme al collega soresinese Antonio Beduschi; le famiglie Vertua e Ciboldi parteciparono ai moti insurrezionali iniziati in Italia dalla rivoluzione francese; Giuseppe Rizzini aderì all'iniziativa popolare dei soresinese i quali insorsero contro gli austriaci in seguito alla notizia della rivolta di Milano.
Trascorso un anno dall'acquisto della "casa da massacro" i Soci danno avvio ai lavori di demolizione dell'edifìcio ed è curioso notare che, nonostante esistesse a Soresina da diversi anni la Commissione d'Ornato, istituita a Milano nel 1807, della quale facevano parte alcuni rappresentanti la Società del Teatro, non viene presentato alla Deputazione Comunale il progetto architettonico dell'edificio da costruirsi. Il fatto non rimane inosservato infatti i Deputati Ciboldi e Molteni, attraverso il rapporto di Morandi, messo comunale, nel quale è scritto:

"...che nella contrada nuova e precisamente nella casa altre volte di ragione Sig. Bergamaschi che dicomi venduta alli azionisti del teatro ha luogo la demolizione di essa per la fabbrica del nuovo teatro", invitano i Delegati della Società del Teatro a sospendere i lavori e a presentare quanto prima il progetto architettonico dell'edificio. Dopo alcuni giorni dalla notifica di sospensione dei lavori l'ingegnere Benedetto Caramati, delegato dalla Società, invia regolare richiesta alla Commisisone d'Ornato per l'approvazione del progetto, la quale di riunisce, su disposizione del Delegato Ciboldi, senza quei membri che fanno parte anche della Società del Teatro. La Commissone delibera che: "visto il disegno presentato dal Delegato sig. Benedetto Caramti per l'erezione di nuovo teatro in questo Comune, nella Contrada Nuova dichiara di nulla ostacolo questi abbia la sua erezione. Il progetto viene approvato ma con una variante, prevista dopo la delibera dell'Ornato da Ciboldi e Molteni, che impone l'ingresso del teatro arretrato rispetto al filo della strada, all'interno dei confini dell'area, senza occupazione di suolo comunale e quindi senza i gradini d'ingresso aggettanti.


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