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Il progetto

Il progetto architettonico

La forma, a ferro di cavallo, imposta dall'architetto Visioli al teatro Sociale, provocò aspre polemiche tra i sostenitori della teaoria illuminista di Francesco Milizia il quale promuove nell'Ottocento, con il "Trattato completo formale e materiale del teatro" dato alle stampe nel 1794 in Venezia, la sala semicircolare, l'anfiteatro greco, e la
scena fissa di stampo palladiano. Il dibattito architettonico sulla forma più corretta da dare ai teatri occupò gran parte della prima metà del secolo XIX e, come sappiamo, non ebbero successo in Italia gli spunti teorici del Francesco Riccati e del Milizia; gli architetti Giuseppe Piermarini e Luigi Canonica realizzarono i principali teatri d'opera della Lombardia e del Piemonte secondo la caratteristica impostazione a palchi.
L'architetto Carlo Visioli ritiene più corretta, e forse meno impegnativa sul piano teorico e pratico essendo già ampiamente sperimentata, la sala a ferro di cavallo con tre ordini di palchi, a questo gli provoca critiche da un misterioso personaggio che pubblica una lunga lettera sulla Gazzetta di Cremona, firmata con lo pseudonimo <Un'amico del vero>.
La lettera ha un prologo nel quale è svolto un lungo ragionamento sull'origine greca del teatro e della riscoperta "cavea teatrale" da parte degli architetti del Rinascimento italiano e un finale tutto dedicato al Teatro Sociale di Soresina. "È facile per tanto ravvisare come dal teatro antico siano dissimili i moderni, dei quali ne ha di forme svariatissime, a campana, a bombe, a semicerchio, a lati retti congiunti, ovali a verro di cavallo', da questa ultima forma pare che gli architetti più non vogliono dipartirsi"'.
"Ora, come ho detto fin da principio, curiosità mi spinse a vedere il nuovo Teatro di Soresina, e meravigliai non vi trovando cosa che artìsticamente mi allettasse, ma tutto mi parve sentire di vecchi stile moderno in fatto di teatri; e se v'ha pure qualche differenza, fu accolta piuttosto per velleità, che non seguita con amore. Il perché sembrarmi che il Signor X in quel suo articolo guardasse alle tapezzerie, ai cortinaggi ai variopinti ornati, ed alle dorature, non al concetto architettonico".
L'anonimo critico porta come esempio di teatro, realizzato secondi i principi del gusto classico e secondo le idee di Vincenzo Ferrarese, il progetto dell'Anfiteatro virgiliano'41'dell'architetto Luigi Vogherà. Non esistono precise motivazioni e trattati che giustificano la costruzione di teatri a ferro di cavallo con più ordini di palchi — per questo il Visioli non interviene nel dibattito —, lo stesso Piermarini non ne ha saputo dare sufficienti motivazioni, bisogna infatti ricordare "che nella vicenda architettonica settecentesca quella polemica si appalesa come un capitolo importante e memorabile dell'ormai secolare e inconciliabile contrasto anche in architettura, tra gli indirizzi empiristici e quelli razionalistici".
La Delegazione del teatro sociale ha creduto di rispondere alle critiche pubblicando integralmente nella Gazzetta di Cremona il parere dell'architetto Francesco Durelli, professore all'Accademia di Brera, supervisore al progetto Visioli. "La disposizione generale del fabbricato porge anche a primo colpo d'occhio un'idea vantaggiosissima del progetto e fa conocere che l'autore è in possesso delle cognizioni tutte, che si richiedono a trattare un soggetto di simil genere. Considerate qual primo dato fondamentale le dimensioni della platea, che ritengo dover essere state proporzionate alle circostanze del paese, trovo, che tutto il rimanente vi corrisponda assai bene. L'area in generale è stata occupata con estrema parsimonia, ma in pari tempo non rilevo parte veruna, che possa dirsi troppo ristretta, l'Architetto ha saputo combinare comodità e decoro colla più saggia economia".
In occasione della Fiera annuale di Soresina del 1840 la Deputazione del Teatro Sociale stipula il contratto con l'impresario Bartolomeo Agnellotti per assicurarsi la presenza della ballerina Fanny Ceritto la sera del 28 ottobre, che le cronache del tempo riportano con grande evidenza e clamore. Le stagioni teatrali a Soresina seguono regolarmente l'abituale calendario per tutta la seconda metà del XIX secolo e il teatro nel 1878 è revisionato dell'architetto Visioli mediante un'accurata perizia tecnica per constatare l'effettiva durevolezza dell'opera, che per altri decenni ha continuato a servire egregiamente la comunità.
"Ci viene spedita da Soresina la seguente epigrafe da inserire nel nostro foglio, senza dirci però in qual parte di quel teatro, o in qual altro luogo sia stata o debba essere collocata.<Alla saviezza di morali rappresentanze — esempio e sollievo della vita — al tragico raffiguramento di tiranniche gesta — lacrimato eccidio alle or tranquille popolazioni — alla potenza di musicali concerti - incanto a' sublimi ingegni — unanimi i Soresinesi - in ben studiato ordine — nello splendore di vaghissime ornamenta — magnifico monumento di sceni ludi — erigevano l'anno MDCCCXL > "

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