TRIBUTO A FRANCO CORELLI
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2010-03-19 14:57
Venerdì 26 marzo 2010
ore 21.00
TRIBUTO A FRANCO CORELLI la voce e i personaggi

“Da una voce torrenziale, inizialmente impetuosa fino alla durezza, seppe modellare progressivamente la sua voce possente, salda nella spinta verticale del diaframma, sempre più duttile al canto legato, al fraseggio ampio, alleggerita nel medium pur denso per conquistare acuti più fluidi ma sempre grandi, squillanti, vorticosi di energie e smorzati con dolcezza".
Le parole di Franca Cella descrivono il percorso, quindi il significato, della conquista dell'uomo Franco Corelli. Sì, perchè prima di focalizzare qualsiasi racconto sull'affermazione nei più prestigiosi teatri del mondo operistico, occorre rendere omaggio a quella che Giuseppe Pugliese definì "la straordinaria evoluzione di una voce".
Qualità umane come l'umiltà, la tenacia e lo spirito di sacrificio si sono mescolate a caratteristiche personali come il possesso di una voce "torrenziale" e, non da meno, al rispetto assoluto delle partiture musicali e del pubblico.
Dall'esordio nel 1951 a Spoleto e dall'ingresso nei teatri italiani nei primi anni di carriera, già nel 1958 alla Scala quando apparve come Gualtiero ne "Il pirata" di Vincenzo di Bellini, si capì che Corelli aveva intrapreso un faticoso cammino per acquisire il controllo della zona media della vocalità per giungere in modo omogeneo alla zona acuta; diversamente non avrebbe potuto affrontare un'opera scritta per tenori contraltisti.
Questa iniziale conquista andava di pari passo con una presenza scenica partecipata, personaggi come Don Josè, Maurizio di Sassonia, Pollione, Radamès, Cavaradossi, incantavano le platee con la teatralità che Corelli sapeva infondere loro, con la tavolozza di sentimenti senza i quali l'opera non potrebbe esistere e che devono coinvolgere il pubblico in una vicenda fantastica.
Gradatamente Corelli arrivò a proporre un Andrea Chénier di portata storica, "un Calaf regale", sempre usando le parole di Giuseppe Pugliese, con un "Nessun dorma" in "versione da manuale, che potrebbe servire come lezione molto meglio, e di più, di quelle di pseudo, improvvisati maestri".
Manrico, eroico e malinconico, svettante di elegante squillo nel Trovatore del 31 luglio 1962 diretto da Herbert Von Karajan a Salisburgo, Ernani, Poliuto, Arrigo tutti personaggi conquistati, per i quali sempre, anche a fine carriera, Corelli si sentiva inadeguato prima di entrare in scena, ma che con l'ingresso in palcoscenico, come se si tuffasse nel buio assoluto, riusciva a proporre brillanti della luce e della vitalità drammatica scritta dai musicisti.
Interprete generoso, ma sobrio nell’eleganza della recitazione, regalò al pubblico momenti di elevato coinvolgimento emotivo, creando sempre nei teatri l’atmosfera che rendeva reali gli eroi del melodramma e i personaggi dell’opera verista.
Un’esperienza artistica non comune, cominciata da autodidatta a 30 anni e affermatasi in un decennio grazie ad abnegazione e umiltà; 30 anni di carriera terminata nel pieno della maturità, fatto insolito che ha dimostrato ancora una volta, nell’estremo rispetto del pubblico, quanto fosse impercettibile il confine fra professione e vita privata nell’uomo Franco Corelli.
George Bizet - Carmen
Il fiore che avevi a me tu dato
Vincenzo Bellini -Norma
Vieni in Roma
Christa Ludwig - mezzosoprano
Giuseppe Verdi - Aida
Se quel guerrier io fossi – Celeste Aida
Umberto Giordano - Andrea Chénier
Vicino a te s'acqueta
Renata Tebaldi - soprano
Giuseppe Verdi - La forza del destino
Solenne in quest'ora
Ettore Bastianini - baritono
Giacomo Puccini -Turandot
Nessun dorma
Giuseppe Verdi - Il Trovatore
Ah sì, ben mio – Di quella pira
Leontyne Price - soprano
Giuseppe Verdi - Ernani
Mercè diletti amici – Come rugiada al cespite
Gaetano Donizetti - Poliuto
Ah! fuggi da morte
Maria Callas - soprano
Giuseppe Verdi - La battaglia di Legnano
O magnanima e prima – La pia materna mano
Giacomo Meyerbeer - Gli Ugonotti
Bianca al par di neve alpina
Leo Fall - La Rosa di Stambul
Di noi han detto
Giuseppe Verdi - Otello
Già nella notte densa
Teresa Zylis-Gara - soprano
Giacomo Puccini - Tosca
E lucevan le stelle
ore 21.00
TRIBUTO A FRANCO CORELLI la voce e i personaggi

“Da una voce torrenziale, inizialmente impetuosa fino alla durezza, seppe modellare progressivamente la sua voce possente, salda nella spinta verticale del diaframma, sempre più duttile al canto legato, al fraseggio ampio, alleggerita nel medium pur denso per conquistare acuti più fluidi ma sempre grandi, squillanti, vorticosi di energie e smorzati con dolcezza".
Le parole di Franca Cella descrivono il percorso, quindi il significato, della conquista dell'uomo Franco Corelli. Sì, perchè prima di focalizzare qualsiasi racconto sull'affermazione nei più prestigiosi teatri del mondo operistico, occorre rendere omaggio a quella che Giuseppe Pugliese definì "la straordinaria evoluzione di una voce".
Qualità umane come l'umiltà, la tenacia e lo spirito di sacrificio si sono mescolate a caratteristiche personali come il possesso di una voce "torrenziale" e, non da meno, al rispetto assoluto delle partiture musicali e del pubblico.
Dall'esordio nel 1951 a Spoleto e dall'ingresso nei teatri italiani nei primi anni di carriera, già nel 1958 alla Scala quando apparve come Gualtiero ne "Il pirata" di Vincenzo di Bellini, si capì che Corelli aveva intrapreso un faticoso cammino per acquisire il controllo della zona media della vocalità per giungere in modo omogeneo alla zona acuta; diversamente non avrebbe potuto affrontare un'opera scritta per tenori contraltisti.
Questa iniziale conquista andava di pari passo con una presenza scenica partecipata, personaggi come Don Josè, Maurizio di Sassonia, Pollione, Radamès, Cavaradossi, incantavano le platee con la teatralità che Corelli sapeva infondere loro, con la tavolozza di sentimenti senza i quali l'opera non potrebbe esistere e che devono coinvolgere il pubblico in una vicenda fantastica.
Gradatamente Corelli arrivò a proporre un Andrea Chénier di portata storica, "un Calaf regale", sempre usando le parole di Giuseppe Pugliese, con un "Nessun dorma" in "versione da manuale, che potrebbe servire come lezione molto meglio, e di più, di quelle di pseudo, improvvisati maestri".
Manrico, eroico e malinconico, svettante di elegante squillo nel Trovatore del 31 luglio 1962 diretto da Herbert Von Karajan a Salisburgo, Ernani, Poliuto, Arrigo tutti personaggi conquistati, per i quali sempre, anche a fine carriera, Corelli si sentiva inadeguato prima di entrare in scena, ma che con l'ingresso in palcoscenico, come se si tuffasse nel buio assoluto, riusciva a proporre brillanti della luce e della vitalità drammatica scritta dai musicisti.
Interprete generoso, ma sobrio nell’eleganza della recitazione, regalò al pubblico momenti di elevato coinvolgimento emotivo, creando sempre nei teatri l’atmosfera che rendeva reali gli eroi del melodramma e i personaggi dell’opera verista.
Un’esperienza artistica non comune, cominciata da autodidatta a 30 anni e affermatasi in un decennio grazie ad abnegazione e umiltà; 30 anni di carriera terminata nel pieno della maturità, fatto insolito che ha dimostrato ancora una volta, nell’estremo rispetto del pubblico, quanto fosse impercettibile il confine fra professione e vita privata nell’uomo Franco Corelli.
George Bizet - Carmen
Il fiore che avevi a me tu dato
Vincenzo Bellini -Norma
Vieni in Roma
Christa Ludwig - mezzosoprano
Giuseppe Verdi - Aida
Se quel guerrier io fossi – Celeste Aida
Umberto Giordano - Andrea Chénier
Vicino a te s'acqueta
Renata Tebaldi - soprano
Giuseppe Verdi - La forza del destino
Solenne in quest'ora
Ettore Bastianini - baritono
Giacomo Puccini -Turandot
Nessun dorma
Giuseppe Verdi - Il Trovatore
Ah sì, ben mio – Di quella pira
Leontyne Price - soprano
Giuseppe Verdi - Ernani
Mercè diletti amici – Come rugiada al cespite
Gaetano Donizetti - Poliuto
Ah! fuggi da morte
Maria Callas - soprano
Giuseppe Verdi - La battaglia di Legnano
O magnanima e prima – La pia materna mano
Giacomo Meyerbeer - Gli Ugonotti
Bianca al par di neve alpina
Leo Fall - La Rosa di Stambul
Di noi han detto
Giuseppe Verdi - Otello
Già nella notte densa
Teresa Zylis-Gara - soprano
Giacomo Puccini - Tosca
E lucevan le stelle



